Blackmagic Cinema Camera – La scelta dell’obiettivo

23 Lug Blackmagic Cinema Camera – La scelta dell’obiettivo

Negli ultimi giorni siamo alle prese con il rinnovo del parco obiettivi per la Blackmagic Cinema Camera. Approfittiamo quindi per dare qualche consiglio utile per la scelta della lente più adatta, basandoci sul modello con attacco Canon EF in nostro possesso.

Il sensore

blackmagic-crop-factorLa prima cosa da considerare nella scelta dei giusti obiettivi è il sensore con cui avremo a che fare. La Blackmagic Cinema Camera ha infatti un chip con area attiva di 15,6 x 8,8 mm, decisamente più piccolo dei sensori APS-C delle reflex Canon più economiche (22,2 x 14,8 mm) e addirittura inferiore, come dimensione, ai sensori MFT (micro quattro terzi) delle diffuse mirrorless Panasonic o Olympus (17,3 x 13 mm).

Sensore più piccolo vuol dire presenza di un fattore di crop (ritaglio). Nel dettaglio, la Blackmagic Cinema Camera ha un crop factor di circa 2.3x, dato per il quale dovremo moltiplicare la lunghezza focale di ogni obiettivo valutato. Ad esempio l’obiettivo Canon 24-105, sulla Blackmagic diventerà equivalente a un 55-241 mm (24×2,3=55,2; 105×2,3=241,5). In parole povere, l’immagine sarà più ingrandita.

Per capire meglio, vi invito a visitare questa pagina con i confronti: http://www.abelcine.com/fov/

Lunghezza focale

Scegliamo quindi le lunghezze focali più adatte alla nostra situazione. Abbiamo visto che il crop factor è di 2,3x. Quindi, considerando di dover restare in un intorno di 50mm per tutte le ottiche, che è di prassi considerata la misura “normale” con 45° di campo inquadrato (sotto la quale si parla di grandangolo e sopra la quale si parla di teleobiettivo), dovremo cercare obiettivi tenendo a mente la “misura base” di 22 mm (50/2,3=21,7). Da questo punto di vista i possessori di Blackmagic Cinema Camera con attacco MFT o PL sono forse avvantaggiati.

Luminosità (rapporto focale)

Un obiettivo luminoso permette di girare con meno luce, e di creare immagini con una profondità di campo inferiore (che si traduce negli “sfondi sfocati” che spesso vediamo al cinema e che danno un bel tocco estetico all’immagine).

Più il rapporto focale è basso, più luce colpirà il sensore. Un rapporto focale molto utilizzato nella fascia di obiettivi zoom adatti alla Blackmagic Cinema Camera, è f/2.8. Vuol dire, letteralmente, che la lunghezza focale (i millimetri dell’obiettivo) è 2,8 volte l’apertura dell’obiettivo (semplicisticamente, un 50mm f/2,8 avrà un diaframma con apertura di circa 17,85mm (50/2,80=17,85), mentre lo stesso 50mm f/4 avrà un’apertura massima in cui passerà la luce di soli 12,5mm).

Avere rapporti focali ridottissimi si rende impossibile a causa delle difficoltà costruttive. Pertanto gli zoom luminosi di fascia più economica spesso non godono di un’ottima risoluzione a f/2,8. Personalmente però sconsiglio per la ripresa video ogni obiettivo con rapporto focale inferiore a f/2,8, prediligendo anzi le ottiche con rapporti tra f/1,4 e f/1,8.

Ancora importante è, in caso di zoom, l’uso di obiettivi con rapporto focale costante per non dover cambiare continuamente (e scomodamente) l’apertura. Ad esempio il Canon EF-S 10-22mm f/3.5-4.5 USM, per quanto di buona qualità, resta poco luminoso soprattutto alle lunghezze focali maggiori.

Tipologia di obiettivi

Dopo aver avuto un’idea delle lunghezze e dei rapporti focali più adatti per la nostra Camera, stringiamo ancora un po’ il campo della ricerca. L’uso che dovremo fare della cinepresa sarà importantissimo a questo fine. Prendiamo due casi tipo.

1) Cortometraggi e/o lungometraggi

Praticamente Cinema. In questo caso, forse anche il più adatto alla Blackmagic, il consiglio che possiamo dare tralasciando i costosissimi obiettivi zoom cinematografici (spesso con attacco PL), che reputiamo sovradimensionati per la nostra piccola cinepresa, è quello di puntare su obiettivi fotografici Prime. Si tratta delle famose ottiche fisse, senza zoom, che garantiscono la miglior risoluzione, la migliore luminosità e i minori difetti dell’immagine (aberrazione cromatica, distorsione, ecc…). Lo svantaggio è doversi dotare di varie ottiche, con un costo che spesso supera uno zoom fotografico tradizionale. Ma ci sono validissime alternative economiche che vedremo tra poco.

2) Matrimoni e/o eventi

Nel caso di utilizzo della cinepresa per eventi e situazioni più “movimentate”, in cui cambiare al volo un’obiettivo è spesso impossibile e in cui è la scena e non l’operatore ad avere la precedenza, l’idea delle ottiche Prime dovrà necessariamente essere abbandonata. In questo caso si prediligeranno ottiche stabilizzate (a meno di non usare spallacci, steadycam, cavalletti…), e con lunghezza focale variabile (zoom).

Ottiche Prime

Seppure questo articolo non rappresenta recensione di alcuna ottica (per le quali rimando agli innumerevoli siti specializzati), vediamo qualche consiglio pratico. Abbiamo visto come quando possibile convenga usare ottiche Prime. Tra queste famosissime sono le Carl-Zeiss, ma a prezzi più contenuti ottima qualità si ha anche con Samyang (che produce anche i Rokinon), Sigma, Pentax e la scontata Canon. Consiglio comunque di cercare singole recensioni per ognuno degli obiettivi prima di fare la scelta più adatta, e di vedere video e test su YouTube e Vimeo.

Tra i grandangolari, Canon EF 14mm f/2.8L II USMSamyang 14mm F2.8Sigma 14mm F2.8 AsphericalPentax 14mm F2.8 DA sono buone soluzioni (il Pentax e il Canon decisamente superiori agli altri, ma ad un prezzo più elevato, il Samyang con distorsione maggiore). Il vero problema? La scelta sotto i 14 mm è limitata al recente Rokinon (o Samyang) 10mm F2.8. 14 mm sulla Blackmagic equivalgono a 32 mm, decisamente indicato più come obiettivo tuttofare che come base grandangolare. Per i campi più larghi, quindi, dovremo rivolgerci necessariamente o al Rokinon o ad ottiche zoom, escludendo i fisheye che causano distorsioni troppo vistose.

Nella fascia intermedia (intorno ai 20/22 mm), escludiamo lo splendente Canon CN-E 24mm T1.5 L F (per il prezzo eccessivo in rapporto al tipo di camera), ma restando tra le file della casa giapponese segnaliamo l’altrettanto luminoso EF 24mm f/1.4L II USM (peccato per i 2 mm di troppo) e il più economico Canon EF 20mm f/2.8 USM. Nella stessa fascia da segnalare il Carl Zeiss Distagon T 3.5/18 ZE, il cui unico difetto è la luminosità limitata a f/3.5.

Tra i tele, le scelte sono innumerevoli e dipendono soltanto dalle proprie necessità. Un “must” è rappresentato dal classico cinquantino, come il Canon 50/1.2L, che ad un discreto costo ha una qualità elevatissima e una luminosità invidiabile. Spendendo molto meno, la stessa azienda offre il Canon EF 50mm f/1.8 II o c’è chi apprezza, per appena una cinquantina di euro nuovo, lo Yongnuo 50mm f/1.8 (secondo molti test superiore allo stesso Canon), il cui unico difetto è quello di non essere ufficialmente compatibile con la Blackmagic Cinema Camera (né so di persone che l’hanno provato). Magari presto lo faremo noi e vi aggiorneremo, anche in vista dell’uscita da parte della stessa azienda di un altro “must” copiato alla Canon: il 35 mm f/2, che dovrebbe essere venduto intorno ai 100 euro contro i 500 del più famoso concorrente.

Ottiche Zoom

La seconda categoria su cui basare la propria scelta sono le ottiche zoom. Alla comodità di cambiare focale senza cambiare obiettivo, dobbiamo però unire la comodità di non modificare neppure il fuoco. Infatti uno dei grandi svantaggi delle ottiche fotografiche rispetto alle più costose ottiche cinematografiche, è il non essere di solito parafocali. E se già modificare il fuoco in situazioni mobili, quali un matrimonio, è complesso… Il doverlo fare ad ogni modifica dell’ingrandimento diventa stressante se non impossibile anche con un comodo follow-focus.

Parafocale (parfocal in inglese) sta ad indicare un obiettivo che, al variare dell’ingrandimento, non cambia la messa a fuoco.

Una lente molto economica ma allo stesso tempo di buon rapporto qualità/prezzo e adatta come escursione focale alla nostra cinepresa, è il Tamron SP 17-50mm f/2.8 XR Di II LD VC. Che, come se non bastasse, solitamente è parafocale. Dico solitamente perché a questi livelli l’esemplare difettoso non è impossibile che capiti, quindi provate ogni obiettivo prima dell’acquisto o acquistate da negozi fidati che vi permettono il reso del prodotto. Questo Tamron è equivalente a un 39-115mm in formato Full Frame, permettendo una buona escursione focale utile in quasi tutte le situazioni.

Il Tamron è disponibile anche in una versione non stabilizzata, che secondo alcuni è più contrastata. Consiglio comunque lo stabilizzato per la produzione video. I diretti concorrenti sono il Sigma 17-50mm f/2.8 EX DC OS HSM e il Canon EF-S 17-55/2.8 IS USM, entrambi però non parafocali (seppure il Canon, ad un prezzo maggiore, superi qualitativamente lo stesso Tamron). C’è anche il Tokina AF-X Pro 16-50mm f/2.8 DX, che ha tra i vantaggi il mm in più in grandangolo, la costruzione parafocale e il diaframma a 9 lamelle che garantisce sfocati (bokeh) migliori. Tra gli svantaggi però una precisione ottica secondo i test inferiore agli altri soprattutto a f/2.8, e un costo superiore a Tamron e Sigma (inferiore però al Canon).

Nel campo “wide-angle”, successo incontrastato per il Tokina AT-X Pro 11-16mm f/2.8 DX II e per il Sigma 8-16mm F4.5-5.6 DC HSM. Il secondo preferibile per i 3mm di più in grandangolo, ma personalmente scelgo il Tokina 11-16 (equivalente 25-37mm) per la buona qualità costruttiva e, soprattutto, per la luminosità f/2.8 costante e per la costruzione parafocale.

Tra i teleobiettivi anche qui la scelta è vasta. il Canon EF 24-70mm f/2.8L II USM è un’ottima lente, ma non parafocale (seppure in molti sostengano il contrario).

Il Bokeh

"Depth of field diagram" di Redjar - Wikipedia.

“Depth of field diagram” di Redjar – Wikipedia.

Chiudiamo questa breve carrellata alla scoperta del miglior obiettivo per la Blackmagic Cinema Camera, parlandovi di bokeh. Tipica degli obiettivi più “veloci” (luminosi) è la capacità di produrre immagini con una limitata profondità di campo, in inglese Depth of Field. Ciò si traduce in sfondi sfocati, caratteristici del cinema ma pericolosi per gli stessi obiettivi se non di livello elevato.

Infatti il diaframma degli obiettivi più economici spesso è dotato di poche lamelle; ciò causa sfocati di qualità inferiore, poco “omogenei”, che riducono la qualità dell’immagine in generale. Ad esempio il vecchio Canon EF 50mm f/1.8 II era dotato di diaframma con sole 5 lamelle, fortunatamente aumentate a 7 nella successiva versione Canon EF 50mm f/1.8 STM.

Tra gli obiettivi che abbiamo considerato, ad esempio gli zoom Tamron SP 17-50mm f/2.8 XR Di II LD VC Sigma 17-50mm f/2.8 EX DC OS HSM hanno diaframmi a 7 lamelle, superati dal Tokina AF-X Pro 16-50mm f/2.8 DX che, ad un prezzo leggermente superiore, offre un diaframma a 9 lamelle per un bokeh di qualità superiore.

Per cercare di comprendere meglio, l’immagine qui sotto è stata realizzata con un obiettivo a 7 lamelle, come si può vedere dalla forma ad ettagono. delle luci sfocate.

light-743414_1920

La seguente invece, sembra realizzata con un obiettivo a 9 lamelle. La qualità dello sfocato è superiore.

bokeh-647207_1920

Obiettivi compatibili

Qui c’è una lista di tutti gli obiettivi riconosciuti compatibili con la Blackmagic Cinema Camera dagli stessi utilizzatori (in inglese): http://forum.blackmagicdesign.com/viewtopic.php?f=2&t=4651.

Conclusione

Questo articolo vuole essere un semplice aiuto a coloro che si cimentano per la prima volta nella scelta dell’obiettivo. Molte delle considerazioni non valgono soltanto per la Blackmagic Cinema Camera ma sono applicabili a qualsiasi altra situazione.

La scelta resta nel gusto personale, richiedendo anche la lettura di recensioni, la visione di video e magari la prova sul campo. Ma l’infarinatura che abbiamo voluto dare servirà per iniziare a dimenarvi tra le tantissime caratteristiche che all’inizio lasciano spiazzati.

Commenti

commenti



NEW STAR MOVIES - I TUOI VIDEOMAKERS PREFERITI.