Álvaro Soler, come nascono i tormentoni? | Schermi Sonori 13

16 Mar Álvaro Soler, come nascono i tormentoni? | Schermi Sonori 13

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Álvaro Tauchert Soler, da Barcellona al mondo

Oggi affronteremo il discorso che riguarda il successo del personaggio che più di ogni altro è sulla cresta dell’onda: mi riferisco ad Álvaro Soler. È un cantautore spagnolo nato a Barcellona da padre tedesco, madre metà spagnola metà belga. Sembrava già un predestinato per essere un cittadino del mondo. Infatti poi si trasferì da adolescente in Giappone, tornò a Barcellona per la laurea in design industriale fin quando poi, dopo aver partecipato al talent show “Tu si que vales” e aver fondato la band Urban Lights, si trasferì nuovamente, stavolta a Berlino. Pubblicando l’album Eterno agosto con il singolo El mismo sol, che gli diede finalmente la fama che cercava.

Perché Animal non seguirà il successo di Sofia?

Questa puntata di oggi nasce da un aneddoto. Qualche giorno fa, leggendo un articolo su un blog musicale, il nuovo singolo tratto sempre dallo stesso album Eterno agosto veniva annunciato come il nuovo tormentone dell’estate. Si trattava di Animal.

Ho ascoltato questa canzone e non ho trovato quelle caratteristiche che avevano i singoli precedenti per diventare il tormentone dell’estate. Non mi riferisco a livello qualitativo, mi riferisco semplicemente alla possibilità di avere che ha già avuto El mismo sol e Sofia. El mismo sol è una canzone che si rifaceva, chiaramente, alla tradizione spagnola da cui l’etichetta pop latino. Una canzone molto orecchiabile che ha fatto subito presa tra il pubblico. Seguì Sofia, nuovo singolo. Successo galattico, possiamo dire. Un successo straordinario.

Animal, prodotta senza pensare all’estate

Teniamo un attimo in sospeso questa canzone, per andare a parlare di Animal. Ha un ritornello che prova ad essere orecchiabile ma senza mai esplodere, senza mai riuscire ad arrivare a quella peculiarità tipica dei tormentoni. In particolare quelli estivi.

È una canzone che, a mio avviso, non è stata pensata dalla produzione per essere un tormentone estivo. Probabilmente quel blogger a cui ho fatto riferimento prima, lo aveva scritto ricordando il successo di Sofia. Tant’è vero che i tormentoni estivi precedenti erano stati pubblicati ad aprile, quindi considerando il tempo da parte del pubblico di metabolizzare quelle note e quelle parole per arrivare bella calda per l’inizio dell’estate.

Stavolta questa canzone è stata pubblicata a febbraio. Quindi, o già c’era da parte della produzione l’idea di non puntare a questa canzone come tormentone estivo, ma semplicemente come uno dei tanti singoli radiofonici dei quali riveste le caratteristiche. Oppure dare poi il tempo, eventualmente per l’estate, di fare un remix di questa canzone o ancora tirare fuori un nuovo singolo eventualmente ballabile.

Sofia, RedOne punta sulla dance

Ecco, vediamo ora invece Sofia. Vediamo subito la chitarrina in levare, e la cassa in quarti che già ci fa capire che non siamo più nel puro pop latino, ma siamo su un altro genere. Siamo sulla dance. La cassa in quarti, infatti, si trasformerà subito in un bit tipico della musica dance. Questo perché? Perché evidentemente questa canzone ha una funzione diversa rispetto ad altri pezzi che invece sono finalizzati ad altro: ad un ascolto di tipo radiofonico, ad un ascolto di altro genere o contesto.

Qual’è il discorso da fare? Prima di tutto questa canzone è fatta in maniera molto particolare dal punto di vista degli arrangiamenti e del mixaggio (e quindi della produzione in generale). Il produttore di questa canzone è RedOne, un produttore di origine marocchina e che ha al suo attivo una serie infinita di successi. Fra questi alcuni pezzi di Lady Gaga che, per quanto riguarda la batteria (elemento a cui abbiamo fatto riferimento poc’anzi), fa intravvedere un totale parallelismo per quanto riguarda i pezzi più ballabili.

Pensiamo a Born this way, a The edge of glory (anche se questo non è stato prodotto da RedOne ma la falsariga è quella). Sono pezzi che portano lo spettatore, attraverso questo ritmo, a pensare automaticamente al ballo. Infatti Sofia è stato un tormentone estivo soprattutto perché è stato ballato e perché ha un ritmo coinvolgente. Le sovrastrutture musicali che si riferiscono alla tradizione spagnola, contribuiscono all’insieme ma non sono loro a dare quel tocco che fa scattare la propulsione ritmico-armonica di questa canzone.

L’esplosione del ritornello di Sofia, dopo aver spiegato tutti questi aspetti musicali, soprattutto ritmici, che portano a quella sezione, trasforma una canzone orecchiabile in un evergreen da discoteca.

Videoclip: tutto ballo e niente trama

E come è semplice e ordinario il bit da discoteca, altrettanto semplice è questo video. Forse da alcuni punti di vista fin troppo semplice, non c’è una trama ma soltanto una performance da parte di abili ballerini e dello stesso Soler che interpreta la canzone. Questo perché probabilmente la produzione, il regista, hanno pensato che essendo un ballabile sarebbe bastato mostrare il ballo. Cioè ciò per cui questa canzone è nata, quindi il ballo prima ancora che l’ascolto o la visione del videoclip.

Geografia della musica: perché Spagna e Italia hanno stili differenti

Benissimo, quindi successo straordinario ma facciamo un’ulteriore riflessione. Questa canzone di Soler ha avuto il successo maggiore in stati come l’Italia, l’Austria, la Svizzera, la Germania. Si tratta di Paesi con una tradizione dance diversa rispetto alla tradizione del ballo spagnolo che emerge in maniera più profonda in altre canzoni come ad esempio El mismo sol. Il fatto di avere in Italia o Germania una tradizione dance che si richiama all’elettronico, ha fatto in modo che quel brano arrivasse ad un pubblico che quelle note le aveva già metabolizzate nei decenni.

Da Kraftwerk in poi, per quanto riguarda la Germania, e da Moroder in poi (passando attraverso la generazione degli eurodancer e dei vari DJ), ha fatto si che il pubblico italiano, il pubblico austriaco e il pubblico tedesco fossero già predisposti per una dance con le caratteristiche descritte.

Andiamo a vedere il successo delle canzoni che abbiamo citato di Lady Gaga: Born this way e The edge of glory. Che, abbiamo detto, si basano anch’esse su una struttura ritmica fatta inizialmente con una cassa in quarti a cui poi si va ad aggiungere il rollante e arriva il ritmo semplice, chiaro e pulito della dance. Ecco, quelle canzoni hanno avuto anch’esse un successo maggiore in stati come l’Italia, la Germania, l’Austria e in altri Paesi dell’Est come l’Ungheria, la Slovacchia.

Questo sta a dimostrare che esiste una geografia della musica, sia nel farla e proporla (ma con l’omologazione e la globalizzazione che c’è adesso in tutto il mondo si produce musica con caratteristiche di qualsiasi tradizione o angolo del pianeta), ma al momento ci troviamo ancora al punto in cui il pubblico non è totalmente globalizzato ma percepisce determinati codici musicali in maniera più o meno immediata, in base alla tradizione del proprio popolo e della propria terra.

Questo è un altro dei tanti aspetti della comunicazione musicale, io vi aspetto tra sette giorni per scoprirne un altro ancora. Alla prossima, ciao!

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