Regista e musicista, il feeling giusto | Schermi Sonori 14

23 Mar Regista e musicista, il feeling giusto | Schermi Sonori 14

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Come detto già in altre puntate, uno degli scopi di questo videoblog è quello di fornire consigli utili ai giovani musicisti che si approcciano al mondo dei videoclip e ai gruppi emergenti che hanno intenzione di fare un videoclip per promuovere la propria musica, il proprio progetto musicale.

Regista e musicista – Creare il giusto feeling

Ebbene, il consiglio di oggi è quello di favorire e creare il feeling giusto con il regista. Questo perché? Perché quando uno spettatore medio guarda un videoclip, si innesca nel suo subconscio questo meccanismo: lo spettatore va alla ricerca di riferimenti che già conosce, e quindi in quel momento riconosce. Qualcosa di già visto nel linguaggio audiovisivo. E siccome oggi l’immaginario collettivo è fortemente influenzato da decenni di cinema, è necessario a mio avviso che chi dirige un videoclip abbia le conoscenze utili e indispensabili, che non siano semplicemente limitate al lavoro che riguarda la realizzazione di un videoclip, ma che abbia anche delle conoscenze filmiche e profilmiche che si rifacciano al grande cinema.

Quindi un professionista può sicuramente avere a disposizione gli strumenti utili per fare una cosa del genere.

Il rapporto che c’è tra un musicista e un regista va oltre l’aspetto meramente professionale, in quanto il regista con grandi capacità ha anche una sensibilità musicale adatta a far emergere le caratteristiche della canzone.

Entrare nello spirito della canzone

Un regista, quindi, deve avere delle conoscenze cinematografiche e deve avere, per fare un videoclip che abbia una grande efficacia, anche una buona sensibilità musicale. Questa sensibilità musicale permette al regista di entrare in sintonia con la canzone e quindi con il progetto musicale della band.

Questo è un aspetto veramente importante in quanto il linguaggio audiovisivo del videoclip parte da una canzone preesistente. Quindi da una musica sulla quale va strutturato il videoclip e quindi la serie di immagini. Sia con un montaggio adeguato, e sia con una sceneggiatura e quindi con dei contenuti che riescano a trasmettere al meglio il significato della canzone e il messaggio che il musicista vuole veicolare ai suoi fans.

Ma vi dirò di più. Il feeling che nasce tra musicista e regista è importante anche perché il regista deve entrare in un’ottica particolare, che non è soltanto quella della canzone, ma è proprio quella dello spirito del musicista.

Voi che avete scritto una canzone, aspirate giustamente ad avere a disposizione un videoclip che riesca non solo a mettere in immagine ciò che voi avete creato con i suoni, ma che da queste immagini riescano a trasparire al meglio le qualità interiori. Cioè ciò che nella vostra mente, nel vostro cuore avete voluto dare alla vostra canzone.

Allora, questa sintonia che c’è tra regista e musicista deve essere totale. Deve essere profonda. Deve essere una sintonia davvero ineguagliabile.

Oltre la collaborazione professionale

Quindi oltre alla collaborazione professionale, e al momento lavorativo della progettazione e della realizzazione del videoclip, io consiglio di creare un’altra fase della lavorazione. Che è qualcosa che va oltre. Cioè parlare, ma non solo del videoclip. Ma del più e del meno, in una situazione, in un contesto diverso dal set dove viene girato il video. È importante. Andare a bere una birra insieme al pub, potrebbe solo sembrare un momento di evasione. Uno stacco, una pausa dal lavoro. Invece, magari è proprio in quel momento che si crea l’affiatamento giusto per produrre il miglior videoclip possibile. Perché il musicista e il regista, in queste occasioni extra lavorative, possono rafforzare il rapporto e la complicità che c’è. E per la trasposizione dell’audio al video, è qualcosa di fondamentale nel momento in cui stiamo parlando di arte. È lo spirito dell’arte, cioè tutto ciò che voi avete messo in questa canzone, per cui volete girare il videoclip, deve essere percepibile anche dallo spettatore.

Io insisto tanto sul feeling tra musicista e regista, e la dimostrazione è che anche per i big, per le grandi pop star, un feeling giusto porta non soltanto alla realizzazione di un videoclip. Ma di una serie di videoclip.

L’esempio David Mallet – David Bowie

Uno degli esempi più famosi, è il rapporto fra David Mallet e David Bowie. Il loro binomio ha fatto si che venisse non soltanto un videoclip fatto bene, ma una serie di capolavori audiovisivi. Insieme hanno girato Boys Keep Swinging, D.J., Fashion, Wild Is the Wind, Ashes to Ashes, Let’s Dance, China Girl, fino ad arrivare a Dancing in the Street per il quale la regia è stata fatta proprio insieme da David Mallet e David Bowie. Quindi una sinergia, una sintonia così forte che hanno portato lo stesso musicista a collaborare con il regista anche per la regia. Quindi per un aspetto che avrebbe dovuto interessare esclusivamente il videomaker.

Questo rapporto fra due parti complementari del videoclip, fa si che si possa andare avanti nel miglior modo possibile. È ovvio che ognuno deve mantenere i propri ruoli. Quindi un musicista deve anche saper accettare i consigli e le idee di un regista nel momento in cui quest’ultimo pensa che per il risultato migliore, per il bene del videoclip bisogna fare delle cose in un certo modo. Però partire da una base comune è fondamentale.

Io vi ringrazio come al solito per l’attenzione, vi do appuntamento alla prossima puntata di Schermi Sonori per vedere nuovi aspetti di questo mondo meraviglioso: il videoclip. Ciao!

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