Realtà virtuale, da oggi è anche VR180. A che punto siamo?

vr180

23 Giu Realtà virtuale, da oggi è anche VR180. A che punto siamo?

AR, MR, VR, da oggi persino la versione low-cost: VR180. Ormai il video è uscito dall’era degli schermi piatti, e si avvia verso un futuro sempre più “interattivo”. New Star Movies sta facendo ricerche nel settore della realtà virtuale (VR) e Fulldome già da circa due anni, ma solo oggi inizio a reputare questa tecnologia apprezzabile e utile al pubblico.

Differenze tra realtà aumentata e realtà mista

Iniziamo con un accenno su AR (realtà aumentata) e MR (realtà mista), che per fini commerciali sono sempre più raccolte nell’unica nomenclatura di AR. Nella tesi realizzata da Giulia Verile per l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila (dal titolo “Realtà aumentata e ristorazione”), leggiamoriguardo la realtà mista che:

“L’utente dovrà avere la percezione di una singola scena nella quale realtà e virtualità dovranno essere impercettibili, cosicché verrà a crearsi una specie di “mondo intermedio” che prenderà il nome di “realtà mixata” o mixed reality (abbreviato MR)”.

Cosa sta a significare questo? Che nella realtà mista in un ambiente reale, tramite un visore, gli oggetti virtuali interagiscono perfettamente con gli oggetti reali. Ad esempio, c’è un divano nella vostra stanza? Il “cane virtuale” ci passerà dietro e avanti, come se stesse davvero lì.

Microsoft con gli HoloLens sta da anni perseguendo questa strada. Il recente rilascio di ARKit da parte di Apple, comunque nato come framework per la sola realtà aumentata, potrebbe a mio parere stravolgere totalmente le carte in tavola vista la potenza dell’architettura e l’immensa base di utenti (chiunque abbia un iPhone o un iPad di ultima generazione) entrando nel giro di massimo un paio d’anni prepotentemente nel settore della MR (non per forza per mano di Apple stessa).

Differenze tra realtà virtuale, realtà aumentata e realtà mista

Foto tratta da Linkedin

Realtà virtuale, cos’è la VR180?

Ma veniamo a ciò che interessa di più noi di New Star Movies, sempre incuriositi dalle innovazioni. Nello specifico, stiamo facendo ricerca ed esperimenti nell’ambito della realtà virtuale da oltre due anni. Stiamo portando avanti la strada dei video Fulldome, quelli che lasciano tutti a bocca aperta e che abbiamo visto nei planetari, nelle cupole, e che secondo noi possono avere una nuova vita anche fuori dall’ambito scientifico. Insieme al “passato” (fulldome), portiamo avanti ricerche nel futuro (VR e video a 360°). Già da un po’ abbiamo scoperto l’utilità del VR180 anche se non se ne parlava prima di oggi. In queste ultime settimane abbiamo “giocato” con dei saggi di danza,  realizzando riprese video in VR180 (in realtà VR220, siamo andati un po’ oltre) con discreti risultati e risposta positiva del pubblico.

Il VR180 è un nuovo standard, che ha visto collaborare due divisioni di Alphabet (la società proprietaria di Google): YouTube (non ha bisogno di presentazioni) e Daydream VR (divisione di Google dedicata alla realtà virtuale). Quali sono i vantaggi?

Richiede meno attrezzature

Può essere realizzato con una sola camera da presa, dotata di un obiettivo fisheye circolare con angolo di almeno 180° (personalmente ho ottenuto risultati migliori con obiettivi da 190 e 220 gradi). Un ottimo rapporto qualità prezzo è dato dall’obiettivo 220° per le mirrorless MFT, prodotto dalla neonata realtà iZugar di Hong Kong.

Richiede meno tempo

Non ha bisogno di particolari operazioni di stiching. Anzi, ora che è diventato uno standard sono certo che a breve qualsiasi software di VR permetterà di eliminare totalmente l’inutile fase di stiching (oggi da effettuare anche se si usa una sola camera). È stato annunciato che prossimamente anche Adobe Premiere supporterà il VR180, e quasi certamente anche i suoi concorrenti Final Cut Pro X (Apple ha assunto lo sviluppatore dei plugin VR per FCPX, Tim Dashwood) e DaVinci.

È più “gestibile”

Permette di avere metà della “realtà” fuori dal campo inquadrato, lasciando quindi spazio per la posa di luci, operatori di camera, attrezzature video / cinematografiche e quant’altro era un grandissimo problema nella realtà virtuale. Soprattutto: niente più problemi di parallasse (in parole povere, quel “difetto” che si nota nel punto d’unione delle immagini realizzate da più camere).

Ha il doppio della risoluzione

Ad oggi lo standard della VR è 4K. Non è sufficiente, ne siamo consapevoli ed è per questo che ancora non abbiamo voluto lanciarla pesantemente. Ma la tecnologia attuale, sia di registrazione sia, soprattutto, di riproduzione non consente di andare oltre a cifre umane. Quindi avere la stessa risoluzione 4K (o UHD) ma la metà dell’immagine, permette di avere una densità di pixel doppia pari a quella di un video VR a 8K, sfruttando i processori attuali.

Morale della favola: il VR180 permette finalmente di entrare nel mondo della realtà virtuale senza spendere cifre immense, o senza cadere in pessimi compromessi (come realizzare prodotti professionali con giocattoli consumer quali la Nikon Keymission 360 o la Ricoh Theta, o qualsiasi altra action cam).

Era nell’aria?

Certamente si, si aspettava solo una conferma ufficiale. Molti di noi hanno avuto già modo di aver a che fare con un qualcosa di simile al VR180, seppur statico: le foto panoramiche fatte da qualsiasi smartphone Android o iOS e poi caricate su Facebook. Si poteva (e si può) navigare all’interno delle stesse semplicemente muovendo il cellulare, sfruttando il giroscopio.

Inoltre la pura realtà virtuale non serve sempre: spesso gran parte dell’immagine VR360 ha elementi inutili ai fini della narrazione. Evitare di spendere tempo e denaro potrebbe quindi essere un’ottima cosa. Che i cinema vogliano in futuro iniziare ad avere giganti schermi curvi? Difficile a dirsi, in un mondo storicamente conservatore come quello dell’arte cinematografica. Ma, lo sappiamo, la crisi si fa sentire…

Fulldome e VR180

Un video fulldome è un video che riempie una cupola, una perfetta semisfera. È l’equivalente “antico” dell’attuale VR180. Nelle nostre ricerche ci siamo imbattuti anche in questa categoria di video, arrivando a realizzare un prototipo di cupola gonfiabile con sistema di proiezione “a specchio” (per la realizzazione del quale ci siamo avvalsi dei consigli dell’inventore del sistema, Paul Bourke, ricercatore presso la University of Western Australia di Sydney).

La VR180 è un po’ la stessa cosa, solo più “asociale” per dirlo in maniera un po’ romantica. I planetari erano luogo di divertimento, i visori o i cellulari saranno più un mezzo per ottenere nuove forme di intrattenimento.

VR360, o semplicemente VR

È la realtà virtuale classica. Su questa è stata già stilata una completa bibliografia. Ogni volta che ho fatto indossare un visore VR a qualche ospite del nostro studio, è stato affascinante notare una reazione che ricorda in parte quella dei primi cine spettatori della storia, spaventati dal treno dei fratelli Lumière. Una cosa costosa ma affascinante, che presto diventerà più alla portata di tutti. Spero di potervi aiutare al meglio, io e tutto il team che collabora con New Star Movies.

Dario Riccio

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