Come nasce un videoclip? È necessario un grande budget? – Schermi Sonori 07

Come nasce un videoclip? È necessario un grande budget? – Schermi Sonori 07

  • Cari amici musicisti e appassionati di musica, ben tornati a Schermi Sonori. Il videoblog sulla comunicazione musicale, il videoblog sui videoclip. Visto che siamo nello studio di New Star Movies, perché non approfittare per parlarne con chi i video li realizza: siamo infatti con Dario Riccio. Benvenuto Dario Riccio.
  • Salve…
  • Come se fossi a casa tua!
  • Cerchiamo di far finta almeno… Ci rivediamo dopo un mesetto.

L’approccio del videomaker nei confronti delle band emergenti

  • Benissimo. Allora, come vi approcciate nel momento in cui dei musicisti emergenti, delle band emergenti, si rivolgono a voi per la realizzazione di un videoclip.
  • Bella domanda… Già la scorsa volta che ci siamo visti abbiamo parlato del rapporto di amicizia che si deve necessariamente creare. Che è oltretutto divertente. Oltre a questo, c’è un altro fattore fondamentale dal punto di vista del rapporto soprattutto con le band o con gli artisti emergenti. Ed è quello di riuscire a captare le esigenze, anche economiche, che spesso anno questi artisti in quanto raramente ci sono già alle spalle dei produttori con un budget adeguato. Che vuol dire questo? Vuol dire che una nostra missione deve essere, per forza, quella di riuscire a fare tanto con un budget ridottissimo. È anche un po’ il motivo per cui tu stesso fai queste puntate di Schermi Sonori: cercare di aiutare questi ragazzi, spesso, ma anche meno ragazzi che si approcciano per le prime volte al mondo della musica intesa un po’ più seriamente. Un po’ più “pubblica”. E che, quindi, vorrebbero produrre qualche video.

Il caso studio: L’Amore Cos’è, di Kripto feat. Dr. Jack

  • Andiamo un po’ più nel dettaglio. Vediamo un caso specifico. Un video che avete realizzato, e mi riferisco a “L’amore cos’è” di Kripto feat. Dr. Jack. Una canzone che parla d’amore, una canzone di due musicisti che partono da una base rap, ma che fanno una musica piena di varie contaminazioni in un mix esplosivo di generi musicali. Quindi una canzone che parla d’amore. Come avete operato, in che modo avete rappresentato visivamente i contenuti di quel brano?
  • Kripto è stato un ragazzo che abbiamo conosciuto proprio in occasione del videoclip. Un paio di anni fa all’incirca, credo. Quel brano rappresentava questa storia di paure, di timori che lui, nel brano, aveva nei confronti dell’amore. Della sua ragazza. Questa sorta di paura dell’essere accettati. Paura che la ragazza possa fuggire da lui. Questo quindi è rappresentato interamente come un sogno. Quindi c’era un inizio in cui Kripto è all’interno di un’automobile, e si addormentava. Partiva questo sogno, fatto di immagini anche un po’ sporche. Immagini con colori abbastanza soft che rappresentavano questo sogno in alcune scene. In altre, anche con dei green screen, con delle immagini che si avvicinavano a quello che è lo stile un po’ urban del rap. Perché stiamo parlando di un brano rap. Diciamo che è stata questa la base di partenza da cui è venuta fuori l’idea di quel video. Che poi è stata implementata con varie soluzioni, parlandone con lo stesso artista. Abbiamo cercato di arrivare ad un punto di incontro perché è importante anche quello.

La metafora di Mario Bros

  • Bene, quindi una grande coerenza tra musica e immagine. Quindi fra l’aspetto sonoro e la rappresentazione a livello visivo. Nel video appare anche Mario Bros, un significato, una metafora dietro questa scelta?
  • Si, Mario Bros è forse una delle metafore per eccellenza della lotta verso l’amore. La lotta per la conquista della propria amata. Quindi c’è stato questo montaggio parallelo tra Kripto, che correva letteralmente dietro alla sua amata all’interno di un bosco, all’interno di un paese. E Mario Bros, che compiva tutte le sue peripezie per riuscire a raggiungere l’amata nel finale, nel lieto fine del videogioco famosissimo. Anche per questo, questo montaggio parallelo ha richiesto parecchie scene anche fatte, sempre per mantenerci in budget, con strumentazioni che abbiamo in studio. Steadycam, camera a mano. Cose così, per riprodurre queste scene, questi episodi.

L’idea conta più dei soldi

  • Proprio nella scorsa puntata abbiamo detto come delle buone idee, ben sviluppate, possano esprimere al meglio il significato di canzoni anche molto profonde. Con un senso molto complesso. E quindi anche in questo video avete rappresentato questo concetto. Quindi anche con budget ridotti, se si hanno buone idee e buona competenza tecnica, si riesce a fare dei video che poi ottengono anche successo. In effetti, “L’amore cos’è” ha già registrato svariate migliaia di visualizzazioni su YouTube.
  • Si. Poi, ovviamente, qui entra in gioco la differenza tra l’autoprodursi e il produrre in uno studio. L’autoproduzione, per fare un certo tipo di prodotti, richiede addirittura forse più soldi dello studio video in sè. Quando si autoproduce, sei obbligato ad acquistare del materiale che uno studio invece ha perché vengono usate tutti i giorni. Quindi il costo viene ammortizzato tra tutti i video che vengono fatti. Però, qui parlavamo già di un video professionale anche se low budget, dove c’è stata necessità di alcune cose. Si può comunque evitarle, l’idea se ben sviluppata sicuramente dà un’ottima qualità al prodotto.

Conclusione

  • Io vi saluto, vi do appuntamento alla prossima puntata. Ringraziamo Dario Riccio, New Star Movies. Vi ricordo che potete seguirci sul canale YouTube “Schermi Sonori”, sul sito internet www.newstarmovies.com, dove potete anche registrarvi alla newsletter per essere sempre aggiornati. Con la registrazione alla newsletter, riceverete in omaggio un estratto dal mio libro sui videoclip. E adesso, “L’amore cos’è”! Kripto e Dr. Jack.


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