Chi ha inventato la musica dance? Perché videoclip così insoliti? – Schermi Sonori 08

Chi ha inventato la musica dance? Perché videoclip così insoliti? – Schermi Sonori 08

Cari amici musicisti e appassionati di musica, oggi Schermi Sonori ci proietta in un’altra dimensione: quella della musica danceMolti videoclip per brani di musica dance, sono fatti da figure geometriche, giochi di colori e di luci che si trasformano. Come a dire: lo sfondo che diventa il protagonista del video. Questo perché? Ve lo dirò subito, però vorrei ripartire dalle radici di questa musica.

Com’è nata la musica dance

I video a cui ho fatto riferimento poc’anzi sono soprattutto quelli dei primi anni ’90, allorché la dance fortemente influenzata dalla techno divenne uno dei principali generi ballati nelle discoteche di tutto il mondo, ma anche ascoltati al di fuori di quel contesto. Quali sono le origini di questa musica? Torniamo indietro agli anni ’70, quando alcune band sperimentali come i Kraftwerk cominciarono a fare musica elettronica. E anche l’italiano Giorgio Moroder, che fu un grande precursore di musica fatta al sintetizzatore. Che poi ebbe grande influenza sulla dance del decennio successivo.

E, negli anni ’70, ci fu anche un altro fenomeno: quello che portò il rock a diventare musica d’ascolto, lasciando uno spazio molto ampio e importante all’ascesa delle discoteche. Nacque la disco music, una sorta di rinnovamento della musica Funky in una versione ancora più ballabile. Ecco, il 1977 fu un anno importante perché I Feel Love di Donna Summer, con la musica di Giorgio Moroder, fu una pietra miliare della storia della musica creata in maniera elettronica.

I nuovi strumenti elettronici

Contemporaneamente si muoveva un nuovo filone che univa la musica elettronica con le nuove apparecchiature per questo genere, come le Drum Machine.

Uno dei grandi esponenti di questa corrente fu Frankie Knuckles, che era uno dei DJ più in vista delle discoteche di New York. Non era un semplice DJ inteso come veniva fatto fino a quel momento, era un vero e proprio assemblatore di suoni. Si trasferì poi a Chicago andando a suonare a suonare in club che fece epoca. Era il Warehouse, dalla cui contrazione del nome venne fuori proprio la musica house.

Contemporaneamente a Detroit, città relativamente vicina a Chicago, nuovi musicisti avevano posto le basi per una musica che aveva molte similitudini e molte caratteristiche in comune con la house. Ma era proiettata più in una prospettiva futuristica, in una prospettiva tecnologica. Ecco, nei club di questa città, nacque la musica techno.

Generazione X e futuro tecnologico

House e techno divennero punti di riferimento importanti per la musica dance, per tutti gli anni ’80. Negli anni ’80, contemporaneamente, era arrivata alla fase di maturazione la cosiddetta “generazione X”, cioè la generazione successiva a quella dei “baby boomers”. Che non erano più i ragazzi nati dal boom economico, ma erano i ragazzi che avevano vissuto una fase più difficile: gli anni che avevano dato più paura e meno fiducia nel futuro. Una generazione che trovò a Seattle un punto di riferimento nel movimento grunge, quello dei Nirvana, dei Sound Garden, gli Alice In Chains. Ed era una generazione che, avendo perso la fiducia nel futuro, era come se avesse perso un’identità sociale. Era come se andasse alla ricerca di un’auto dissolvenza. E se pensiamo alla fine di Kurt Cobain, riscontriamo una coerenza davvero precisa.

Ma contemporaneamente la generazione X era proiettata verso il futuro in una dimensione tecnologica, in una dimensione futuristica. Ed è per questo che oltre al grunge, si riconobbe nella techno. Proprio perché nei rave, nei balli in discoteca, diminuiva quel senso (fortissimo nei decenni precedenti) dell’IO, dell’individualismo, della persona singola che doveva emergere. Così, al contrario, considerando la techno e la discoteca come pratica sociale, avveniva una perdita di identità individuale, del singolo, a favore di un’insieme, di uno sfondo.

Individuo vs società

In un’altra puntata di Schermi Sonori abbiamo parlato di come, nella nostra cultura occidentale, secoli di arte abbiano rappresentato la figura singola come melodia e la società come accompagnamento. Quindi come sfondo. Ecco, la techno era il primo genere, nella storia della musica occidentale, che metteva la figura principale, quindi la melodia, in secondo piano, e faceva emergere lo sfondo. Ed è per questo che la grande diffusione dei video nei primi anni ’90 con forte influenza techno, sono stati realizzato proprio in questo modo anche a livello visivo. Non c’era più una figura principale al centro, ma emergeva lo sfondo.

È per questo che molti video di quell’epoca sono fatti in questo modo. Io sono sicuro che qualcuno di voi stia pensando anche un’altra cosa: in molti video di questo genere musicale, ci sono delle figure ben in evidenza. E sono spesso ragazze poco vestite. Spesso, in atteggiamenti lascivi. È vero, questo era un altro modo di rappresentare un altro aspetto musicale della techno. Ma non ve lo dico stavolta… Ve lo dico nella prossima puntata di Schermi Sonori.

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