Videoclip, occhio al target! | Schermi Sonori 11

Videoclip, occhio al target! | Schermi Sonori 11

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In queste prime 10 puntate, abbiamo già approfondito varie tematiche e vari argomenti connessi al mondo della comunicazione, in particolare a quella del videoclip. Abbiamo visto alcuni dei trucchi che grandi esperti della comunicazione utilizzano per contribuire all’affermazione di band e musicisti. Ma abbiamo visto anche come ovviare alla mancanza di grandi budget, per riuscire a fare dei videoclip altrettanto efficaci dal punto di vista comunicativo. Questo proprio perché Schermi Sonori ha il fine di spiegare ai giovani musicisti, ai giovani cantanti, alle band. Ma in generale a tutti coloro che si occupano direttamente o indirettamente di comunicazione, quali sono i metodi e le tecniche che riescono a permettere di realizzare prodotti che abbiano un’efficacia assolutamente determinante per la diffusione delle proprie opere, in particolare della propria musica.

L’importanza di conoscere il proprio pubblico

Ecco, anche oggi diamo un consiglio. Il consiglio che vi do è “occhio al target”, ossia al tipo di pubblico. In effetti, nella comunicazione di massa, ogni messaggio che viene inviato deve essere mandato tenendo assolutamente conto del pubblico a cui è rivolto. Se questo discorso viene fatto in ambito musicale, questo consiglio è ancora più valido. La musica si suddivide in tanti generi che, a loro volta, si suddividono in tanti altri sottogeneri che possono anche combinarsi fra loro.

Esiste il pop, esiste il rock. E poi c’è il pop-rock. C’è il metal, e poi il pop-metal. E così via per ogni genere: la dance con la techno, la house, la trance, commerciale, underground. Per non parlare di quei generi che hanno addirittura più di un secolo di vita, e quindi questa suddivisione in sottogeneri va fatta sia per tipologia musicale, quindi per le caratteristiche, sia per le epoche. Quindi un contenitore molto grande, all’interno del quale i generi e i sottogeneri si miscelano, si amalgamano, e determinano anche tipologie di pubblico diverse. Ecco perché bisogna tenere in considerazione il target.

Anche perché ogni genere musicale ha un campo semantico fatto di codici che possono essere decodificati in maniera più immediata da coloro che sono avvezzi a frequentare determinati ambienti collegati a determinate musiche. O persone che sono avvezze ad ascoltare quel genere musicale.

Allora, quando si progetta una comunicazione musicale vanno tenuti in considerazione questi aspetti. E bisogna farlo sia per quanto riguarda il contenuto (ad esempio del videoclip, visto che parliamo soprattutto di questo), ma sia anche nella promozione del prodotto musicale.

Contenuti rapportati al target

Partiamo dai contenuti. Quando si realizza un videoclip bisogna tener conto del target a cui è indirizzato, sia per gli aspetti filmici sia per gli aspetti profilmici. Vale a dire che ci sono elementi, come il montaggio, il tipo di inquadrature, che devono essere fatti in un certo modo per far si che quando lo spettatore recepisca quel linguaggio cinematografico lo possa ricollegare a qualcosa di già metabolizzato, di già conosciuto.

Se, ad esempio, si è soliti ascoltare musica rock a cui corrispondono nel videoclip determinate inquadrature e un montaggio molto veloce, si avrà più facilità nel riconoscere quelle caratteristiche in un video che le riproponga nuovamente. Ma naturalmente parliamo anche di contenuti nel senso della trama, dei personaggi, di ciò che viene rappresentato anche a livello di colori e di luci. Perché ogni genere vuole, o quantomeno si riconosce maggiormente, in codici che sono ormai facenti parte dell’immaginario collettivo.

Pro o non pro? Questo il dilemma.

Quindi la realizzazione di un videoclip comporta, a mio avviso, la necessità di affidarsi a dei professionisti. Perché chi fa il regista, ed è abituato a lavorare quotidianamente con il montaggio audiovisivo, è già predisposto a fare un’opera che riesca a comprendere tutte le caratteristiche che abbiamo detto e che, poi, si tramutano in un successo più o meno grande in virtù di questi aspetti.

La stessa cosa vale per la promozione. Avete visto come Zuckerberg abbia impostato su Facebook le pubblicità dei post e delle pagine? Con un target ben preciso. Se, ad esempio, facciamo un videoclip con un tipo di musica pop-elettronico, e lo facciamo arrivare sullo schermo di un amante della musica di genere diverso, come ad esempio il cantautorato, forse abbiamo sbagliato ad indirizzare il nostro prodotto verso un utente, un potenziale ascoltatore, che non predilige la nostra opera. Per questo sottolineo l’importanza del target in modo tale da inserire nei videoclip anche oggetti e cose, eventualmente anche personaggi, colpi di scena o qualsiasi altro tipo di elemento filmico o profilmico, che siano già pensati e progettati in una direzione ben precisa: quella di poter essere apprezzati da un pubblico specifico.

Questo è il consiglio che mi sono sentito di darvi oggi. Altri ve ne darò nelle prossime puntate dedicate proprio a questo tipo di consigli anche se non saranno necessariamente puntate consecutive. Vi lascio, di conseguenza, con un altro consiglio: continuate a seguire Schermi Sonori!



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